ARTIGIANATO ED INDUSTRIA



Nell'area delle Dolomiti l'artigianato, che ha qui origini antiche, è oggigiorno una delle principali fonti di reddito ed è, come numero di addetti e come fatturato, un settore in continuo sviluppo.
Vecchio In alcune zone è strettamente legato alle risorse ambientali mentre in altre all'industria, come avviene in Cadore, un'area dove la presenza d'aziende per la produzione d'occhiali è molto elevata.
Si cominciò a sentire l'esigenza, nel secolo scorso, di costituire delle scuole nelle quali fosse insegnata, ad esempio, l'arte della lavorazione del legno. Nel 1846 fu fondata, ad opera di Don Cipriano Pecosta, una scuola di disegno a Cortina D'Ampezzo.
In generale il settore artigianale fino all'inizio degli anni '60 si distingue da attività di tipo tradizionale, con lavorazioni povere, uno scarso reddito e rivolte soprattutto ad un mercato locale.
Durante il boom economico c'è un considerevole aumento degli addetti nell'edilizia; gli anni '70, più difficili, si evidenziano processi di modernizzazione e di riconversione degli apparati produttivi.; negli anni '80 si manifesta la necessità di nuove tecnologie e cresce sempre di più, anche al giorno d'oggi, la domanda di servizi informatici e telematici.
Nelle Dolomiti, area prevalentemente turistica, accanto alle numerose aziende commerciali e di servizi, esiste una vera e propria industria del legno, presente in quasi tutte le grandi valli e spesso specializzata nella produzione d'arredi per interni o d'attrezzature per gli sport, ad esempio a Cortina D'Ampezzo, come sci da discesa e da fondo.
Segheria L'attività industriale specifica della zona del Cadore è quella dell'occhialeria; qui è sorta nel 1878 la prima fabbrica per la produzione di montature ottiche. Verso la fine del secolo scorso i cadorini, a causa dell'aumento demografico e della scarsità di risorse, sono stati costretti in molti casi ad emigrare in cerca di lavoro verso zone con un'economia più ricca come l'Europa centrale, l'Australia e le Americhe.
La forte espansione dell'industria dell'occhiale è avvenuta dopo la seconda guerra mondiale; nel 1940 le aziende presenti erano meno di venti mentre adesso se ne contano circa un migliaio (comprendendo imprese di piccole, medie e grandi dimensioni, laboratori artigianali, etc.), concentrate per la maggior parte in Centro Cadore, ma presenti in numero considerevole anche in Comelico e Valboite. Quest'industria (produzione di occhiali, astucci per occhiali e macchine per la fabbricazione degli occhiali) occupa attualmente la maggior parte della popolazione cadorina.
E' quasi del tutto scomparsa la lavorazione del ferro (produzione di chiavi, serrature, chiodi). Da qualche centinaio d'anni sono scomparsi i forni che un tempo servivano per la fusione del metallo estratto dalle miniere cadorine della Val Fiorentina, d'Oltrechiusa e di Auronzo. Da circa un decennio è chiusa anche la miniera di Salafossa, nel comune di S. Pietro di Cadore, dove veniva prodotto circa il 26% dello zinco greggio italiano.


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