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Nelle sere tra il Natale e l'Epifania per le strade del paese coloro che avevano suonato il "kanpanòt" andavano a cantare canzoni
natalizie andando a ricordare che Gesù Bambino era nato.
Il canto popolare da essi intonato veniva chiamato il "bel banbin".
Passavano di casa in casa trasportando un baldacchino, costituito da due stanghe di legno lunghe circa tre metri con al centro una
tavola di un metro che sorreggeva una piccola casetta adornata con rose di carta crespa. All'interno, in una culla dipinta di celeste,
c'era la statuetta di Gesù che si poteva vedere attraverso un grande arco nella parte anteriore della casetta.
Il baldacchino era seguito da un'altra persona che portava un cesto di vimini ed una bisaccia sulle spalle; in quest'ultima sarebbero
finiti in una parte i fagioli offerti in ogni casa e nell'altra le ricotte, mentre nel cesto venivano depositate le uova. Il vino offerto era
consumato sul posto.
Ecco una delle varianti della canzone che si può ancora trovare:
Chiudi i lumi o mio tesor
dolce amor
di quest'alma almo Signor.
Fa la nanna, o regio Infante,
sopra il fien,
caro Ben
celeste Amante.
Perché piangi o Bambinel
forse il gelo
Ti da noia l'asinel.
Fa la nanna, o Paradiso
del mio cuor
Redentor
ti bacio il viso.
Così presto vuoi provar
a penar
a vagire e sospirar
dormi, che verrà il momento
di patir
di morir
con gran tormento.
| © Copyright 1996 - |
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