La Bòna man

Un tempo non esisteva l'usanza di passare la notte di Capodanno in compagnia, mangiando e festeggiando nell'attesa della fatidica mezzanotte, un po' per la mancanza di tradizione popolare ma soprattutto per il fatto che, nella vita dei cadorini, non aveva ancora la sua apparizione il consumismo; la cosa a cui la gente teneva di più era di ricevere gli auguri il mattino del primo giorno del nuovo anno.
I bambini, sapendo che gli adulti tenevano a tutto ciò, si impegnavano in modo particolare a rispettare questa usanza; a tutti i parenti ed amici venivano fatti di tutto cuore gli auguri con la frase:

Bondì!
La bòna man a mì.
Un sako de petòle
e 'l mus ke ién a tòle.

Gli adulti a loro volta offrivano ai bambini la "Bòna man", ovvero un'ambita offerta in denaro.
Era probabilmente uno dei pochi casi in cui un bambino poteva essere proprietario di un po' di monete, cosa che lo poteva far sentire al settimo cielo.
Se poi si andava dal parroco con questo augurio una moneta era assicurata; in qualche luogo, ancora oggi viene data al sagrestano l'offerta raccolta durante il primo giorno dell'anno, a rappresentare la "Bòna man"" che gli viene donata da tutta la parrocchia come riconoscimento per i suoi servizi.

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