![]()
Questa tradizione, di origini antiche e tipicamente calaltina,
veniva rinnovata alla Vigilia di ogni Natale.
In questo giorno veniva consegnata ad ogni capofamiglia una forma
di pane, rotonda e di circa un chilo di peso, da parte della Regola
che provvedeva anche al suo confezionamento. Alle famiglie più
povere veniva donata anche una sostanziosa fetta di ricotta.
Vediamo ora le origini di questa tradizione.
Il 30 Gennaio 1488 una certa "Domina Maria Machagneti",
residente a Calalzo, redasse il proprio testamento. Dopo aver
lasciato l'eredità ai propri figli istituì un lascito
"perpetuo"; ogni anno dovevano essere celebrate quattro
messe a suo suffragio e doveva essere offerto un pasto per tutti
i calaltini, prelevando il necessario dai suoi beni. L'usanza
era di mangiare un po' di pane con le fave, ma con l'andare del
tempo, visto che non venivano più coltivate, le fave vennero
sostituite con la ricotta.
Col passare degli anni questo "fatto storico" venne cambiato, come
succede spesso con le vicende tramandate oralmente. Questa signora
venne chiamata la Maccagnetta, storicamente originaria
di Auronzo, lo divenne di Padola, in Comelico, dove si diceva
possedesse boschi e poderi.
Dopo che gli abitanti del suo paese, invidiosi di tutti i suoi
averi, le uccisero il figlio si rifugiò a Calalzo.
In segno di riconoscenza la signora Maccagnetta lasciò
alla Regola di Calalzo il bosco ed il monte dell'Aiarnola nel
comune di Padola.
Nel suo testamento lasciò scritto che ogni anno, oltre
alle quattro messe a suo suffragio, doveva essere consegnato alla
Vigilia di Natale un pane ad ogni capofamiglia di Calalzo e, se
la famiglia era povera, una fetta di ricotta.
Questa tradizione durò fino al 1907, data nella quale venne
cancellata dopo circa quattrocento anni.
| © Copyright 1996 - |
|