Il Natale

Alle due e mezzo era ora di avviarsi verso la chiesa per quella che era definita dai Cadorini la "Messa Grande". Calzate le "zòcoles", delle calzature con suola di legno a zoccolo e tomaia di cuoio, per mantenersi i piedi caldi si usciva di casa col "feral", il fanale già citato nell'introduzione, per illuminarsi la strada.
Alle tre il silenzio della notte veniva rotto dalla campana maggiore che, da sola, indicava l'inizio della funzione religiosa. Si entrava in chiesa dalla porta che dava sulla strada e, all'interno, c'erano già i due sacerdoti (in questa occasione veniva celebrata, come si usava dire allora, la "Messa in Terzo"), i fabbricieri al completo e un crocifero in tunica bianca con a seguito altri quattro che sorreggevano il baldacchino.
Per rischiarare la chiesa si usavano allora delle candele che contribuivano a creare una certa atmosfera.
La funzione andava avanti ad un intervallo di tre salmi seguiti dal canto delle tre "Lezioni" profetiche fino a quando gli officianti in piedi davanti all'altare, con a fianco quattro chierichetti che sorreggevano le candele ed altri due con l’incensiere ed il turibolo, annunciavano la nascita di Gesù Bambino; il coro con le sue voci, l'organo dalle sue canne ed il campanile con tutte le sue campane annunciavano che era arrivato il Natale.
Una volta assolto l'obbligo della Messa la gente cercava di festeggiare questa ricorrenza in modo adeguato.
Il pasto natalizio doveva essere qualcosa di diverso dai soliti pasti quotidiani a base di polenta (immancabile), patate, formaggio o minestra; si poteva degustare con la polenta lo spezzatino, la verdura oppure della pasta con della carne, dolci fatti in casa ed il tutto accompagnato da qualche bicchiere di vino.
In pochi potevano permettersi l'arrosto, la mostarda ed il mandorlato. In qualche casa si poteva trovare l'albero di Natale, un pino vero adornato con frutta, come mele e mandarini, e qualche batuffolo di cotone a simboleggiare la neve. Le finestre delle botteghe venivano adornate con qualche rametto di abete e talvolta, all'interno sul davanzale, qualche statuina del presepio.
Non c'era l'usanza, tra le persone adulte, di farsi i regali; ai bambini qualche volta poteva succedere che arrivassero un paio di zoccoli di legno oppure delle carrube, delle castagne o dei fichi, tutti ben secchi in modo che, anche se non in grande numero, sarebbero comunque durati per molto tempo.

© Copyright 1996 - Home Page